Made in UK: Sam Smith e Ella Henderson

In The Lonely Hour (Fonte: Sam Smith – Facebook)

Ci sono due giovani cantautori inglesi che vale la pena ascoltare e che vi voglio segnalare in questo articolo.

Il primo è Sam Smith, e penso che ormai parecchi di voi lo conoscano: diventato famoso per aver prestato la voce a “Latch”, successo dei Disclosure del 2012, e reso ancora più celebre grazie alla collaborazione con Naughty Boy in “La La La”, Sam Smith è un giovane cantautore suddito di sua Maestà, classe 1992, con un aspetto facilmente riconoscibile, vincitore nel 2014 del Brit Award che i critici assegnano agli artisti emergenti (vinto in precedenza da Adele, Emeli Sandé e Florence Welch per dare un’idea). Il suo album di debutto “In the lonely hour” esce in questi giorni e durante il mese di maggio MTV l’ha sponsorizzato come artista “Push” del mese, mandando in rotazione il video di “Stay with me”.

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Union J – Carry You

E’ da poco uscito il primo viedo degli Union J, “Carry You”.

Fonte: Union J World (Facebook)

Breve riassunto: gli Union J sono una boy band che ha partecipato l’anno scorso ad X Factor nel Regno Unito, sono arrivati quarti e prima ancora di uscire dal talent già avevano un solido fan club di adolescenti su Twitter.

Premessa: io sono tendenzialmente favorevole agli ex concorrenti dei talent, ognuno è libero di ascoltare quello che vuole però bisogna riconoscere il giusto valore alla musica, se è musica di qualità o se è musica fatta giusto per passare il tempo.

Della canzone non ne voglio parlare né troppo bene né troppo male, risolviamo la questione in poche parole: Carry You è un brano con un ritornello efficace, sembra un pezzo degli One Direction con la base molto più truzza, e a tratti ricorda “Waiting for tonight” di Jennifer Lopez.

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Cosa ci aspetta nel futuro

Archiviato il 2012 e l’ incertezza per la fine del mondo, è ora di buttarci a capofitto nel 2013. Diamo dunque uno sguardo alle novità musicali che questo anno porterà con sé ed ad alcuni degli artisti che ci faranno compagnia nelle radio, in tv e su Internet nei prossimi 12 mesi.

Il 2013 si preannuncia come l’anno del ritorno di due primedonne della musica internazionale, i cui ultimi dischi, entrambi usciti nel 2011, hanno riscosso un successo brillante ma non troppo, e i cui due nuovi lavori sono quasi completamente avvolti nel mistero: sto parlando di Beyoncé e Lady Gaga. Del nuovo progetto di Beyoncé, che si sta preparando per esibirsi durante l’intervallo del Superbowl, si sa che ci potrebbero essere collaborazioni con Jay-Z, Kanye West, The-Dream e Ne-Yo; di quello di Lady Gaga invece conosciamo il titolo, ARTPOP.

ARTPOP, che dovrebbe contenere collaborazioni col fido Fernando Garibay e con Kendrick Lamar, che tanto bene ha fatto col suo album di debutto, dovrebbe essere non solo un disco, ma anche una sorta di progetto multimediale che Miss Germanotta ha creato con i suoi mostriciattoli tramite il suo social network. Nonostante io preferisca generalmente Beyoncé a Gaga, è però il lavoro di Mother Monster quello che mi stuzzica di più l’interesse: non vedo l’ora infatti di scoprire in che direzione si sia mossa l’artista dalle origini siciliane, se sia tornata alle origini o se abbia continuato a prediligere il sound epico ed eccessivo di “Born This Way”. Circolano addirittura voci su un possibile sequel di Telephone, e quindi su un nuovo possibile duetto tra Lady Gaga e Beyoncé. In effetti Gaga è libera per la sera del 3 febbraio, non si sa mai che raggiunga Beyoncé sul palco del Superbowl…

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La trasformazione di Cher Lloyd

Il primo articolo di novembre è dedicato a Cher Lloyd.

Wow. Questo è ciò che dico quando penso a Cher Lloyd. Facciamo prima un recap della sua breve carriera. Cher Lloyd è una cantante inglese uscita da X Factor nel 2010, lo stesso anno di 1D e Rebecca Ferguson. Qualche mese dopo è uscito il primo singolo, “Swagger Jagger”, numero uno in Inghilterra ma non tanto acclamato dalla critica, ed il suo primo album, “Sticks + Stones”. La carriera di Cher Lloyd ha poi preso una piega inaspettata grazie a L.A. Reid, per chi non lo conoscesse leggendario produttore di tanti, troppi artisti di successo. L.A., collega di Simon Cowell a X Factor negli USA, si è artisticamente innamorato di Cher e ha deciso di farla diventare una stella anche in America. Prima cosa curiosa: perché non ci ha pensato Cowell stesso a farla diventare famosa negli Stati Uniti, visto che lui l’ha vista crescere ed esibirsi sul palco del talent inglese? Era forse troppo impegnato con i suoi 1D?

Comunque, per far esplodere Cher nel mercato americano, è stato pubblicato il singolo “Want U Back”. Seconda cosa curiosa: in UK la versione di “Want U Back” che è stata rilasciata come singolo conteneva una strofa rappata da Astro, concorrente di XF USA capitanato dallo stesso L.A., mentre nel singolo americano questa strofa è sparita. Perché? La canzone non ci ha né perso né guadagnato, quindi perché metterla per poi farla sparire? In compenso è uscito un remix con Snoop Dogg che prende il posto di Astro, ed anche in questo caso la canzone né ci perde, né ci guadagna. Poi è stato girato un nuovo video (ovviamente senza Astro) dal sapore tipicamente americano, nello stesso posto in cui è stato girato “Forget you” di Cee Lo Green. Successivamente, in contemporanea con l’uscita dell’album in America, è stato rilasciato anche un altro singolo, “Oath”, in collaborazione con tale Becky G (non c’è una voce che la riguarda su Wikipedia, non ho la più pallida idea di chi sia). E qua mi è venuta l’ispirazione per questo articolo. Continua a leggere

Adesso basta!

Allora chiariamo subito una cosa. Sono un sostenitore del pop, sono favorevole al rinnovamento e contrario a crogiolarci nel passato, però a tutto c’è un limite. Passi Justin Bieber, passino gli One Direction, però basta con gli Union J. Sti Union J so 4 ragazzetti che stanno partecipando a X Factor in Inghilterra e già dalla “Judge’s house” hanno cominciato ad avere un certo numero di fan. Ed ora, dopo solo TRE performance ai live shows, già su Internet si parla di loro in ogni dove. E tra l’altro di queste tre esibizioni una è andata male, una abbastanza bene ed una benino. Cioé le bimbette come vedono una faccia carina, subito cambiano i poster in camera. Basta, veramente, stavolta mi sono scocciato anche io. Se quest’anno  Louis Walsh riesce a vincere con i gruppi per la prima volta, dopo non esserci riuscito nemmeno con i JLS, è una cosa piuttosto ridicola.

Ciao a tutti!!!