Pagelle semiserie di “Un medico in famiglia 10”

iwthkmu9_400x400Premessa: ho trascorso la mia infanzia guardando le prime stagioni  di Un Medico in Famiglia su Rai Uno, shippando Lele&Alice e Guido&Maria. Negli ultimi anni però l’ho abbandonato: troppi buoni sentimenti, troppe storie d’amore, nessuna traccia della cara vecchia ASL sperimentale e dell’ospedale famiglia che Guido riuscì ad aprire contro ogni avversità. In più alcuni personaggi storici come Cettina o altri meno importanti come Jessia e Jonis sono spariti, e il quadretto familiare dei Martini è diventato un complicato arazzo intrecciato in cui i legami familiari non sono più molto chiari (alla Kardashian-Jenner-Chyna per intenderci).

Chi invece non ha mai perso la passione per questa fiction è mio fratello, vecchia conoscenza di questo blog, che ha seguito anche la decima stagione appena conclusa. Io gli ho fatto una semplice domanda su Whatsapp (“Ma alla fine chi si è apparato con chi?”), e lui mi ha risposto: “Ti faccio le pagelle e le pubblichi sul blog.”. E signori miei, cosa posso fare, obbedisco…

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Forte Forte Forte, un programma dai mille difetti

forte forte forte

Fonte: Twitter – @FFF_Rai

Dalla settimana scorsa è partito su Rai 1 il nuovo talent ideato da Raffaella Carrà, “Forte Forte Forte”, che prende il nome da una sua canzone degli anni ’70. L’idea di fondo è quella di cercare uno showman o una showgirl capace di intrattenere il pubblico con canto, ballo e recitazione, e in questa missione Raffaella è “coadiuvata” da Asia Argento, Joaquin Cortez e dallo stilista Philipp Plein. Finora sono andate in onda due puntate di provini durante le quali la giuria ha selezionato tra numerosi candidati i 14 concorrenti che continueranno il percorso all’interno del programma. Se avete seguito la trasmissione o se avete letto un po’ in giro, vi sarete sicuramente accorti che il programma non sia stato molto apprezzato dal pubblico. Potete leggere questo articolo su TvBlog per farvi un’idea oppure potete dare un’occhiata a quanto ha scritto Heather Parisi a riguardo. L’idea di Carrà, Japino e co. è anche interessante, ma in effetti nel programma ci sono molte cose che non funzionano.

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Buoni motivi per guardare Tale e Quale Show

Fonte: Tale e quale show – Facebook

Uno dei programmi TV che hanno avuto particolarmente successo negli ultimi mesi è stato “Tale e quale show”, condotto da Carlo Conti, che ci ha accompagnato tutti i venerdì durante la prima serata su Rai 1.

Per chi non conoscesse il programma, si tratta di una competizione in cui una decina di personaggi famosi imitano ogni sera un cantante diverso interpretando uno dei suoi maggiori successi.

Di solito non guardo tanta TV la sera, preferisco passare il tempo leggendo qualche nuovo post su WordPress, guardando qualche novità su Youtube o navigando nel mare magnum del web, però sono rimasto in fissa con questo programma e sono diventato uno spettatore fisso. Ora elenco quali sono stati secondo me i suoi punti di forza:

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The Voice – prima puntata

Avete visto la prima puntata di The Voice? Io ero molto curioso di assistere a questo show che sta riscuotendo tanto successo nel mondo, e in più lungo le strade c’erano parecchi cartelloni pubblicitari che mi ricordavano di guardare la prima puntata. E vedendo la gigantografia di Raffaella Carrà, non potevo fare a meno di guardare il programma.

Nella prima puntata abbiamo assistito al primo round delle “blind auditions”, la fase per la quale il programma è diventato famoso: durante i provini infatti i coach (che per chi non lo sapesse sono Carrà, Pelù, Cocciante e Noemi) non possono guardare i concorrenti sul palco, ma seduti comodamente su delle poltrone girevoli, possono solo ascoltare la loro performance e giudicarla solo dal punto di vista vocale. Durante il provino, se il coach è impressionato dal talento del concorrente, preme il pulsante che permette alla sua poltrona di girarsi e scopre se sul palco c’è una sosia di Beyoncé o una sosia di Susan Boyle. Se durante l’esibizione di un cantante si gira solo un coach, quest’ultimo accoglie il cantante nel suo team; se si girano più di un coach, la scelta del mentore va al concorrente; se non si gira nessuno, l’esperienza a The Voice finisce ancora prima di essere davvero iniziata.

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Sanremo 2013 – In conclusione

Avvertenza: questo articolo non è un granché, ma è da tanto che volevo pubblicarlo, quindi adesso ve lo propongo, bello o brutto che sia.

Finalmente eccomi a scrivere qualcosa per concludere in bellezza il mio primo Festival di Sanremo da blogger.

Cominciamo elogiando la scenografia: un palco davvero superbo e spazioso, l’orchestra visibile da tutti ma messa in secondo piano, per lasciare il giusto spazio ai cantanti, la scala avveniristica, gli schermi mobili… tutto molto curato e bellissimo. Complimenti a tutti coloro che l’hanno progettata e realizzata.

Questo Festival inoltre non sarebbe stato lo stesso se non fosse stato per i conduttori: chapeau a Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Lucianina si è calata alla grande nel ruolo che gli autori che le avevano cucito addosso, riproponendo solo parte del solito repertorio di “Che tempo che fa”, mentre Fazio è stata una vera e propria rivelazione: vedendolo di solito la domenica sera, quello visto a Sanremo mi è sembrata una bella, anzi bellissima copia del “pretino” tutto per bene che tiene sotto controllo la Litty durante i monologhi domenicali. Un vero e proprio mattatore, capace di divertire, di presentare e non solo di fare interviste. Inoltre, mentre su Rai 3 sembra una persona così a modo e riservata, sul palco dell’Ariston ha fatto la corte a tutte le donne che si sono avvicendate sul palco, Bar Refaeli su tutte. Una critica che potrei muovere nei confronti dei conduttori riguarda il loro abbigliamento: da Luciana non mi aspettavo niente di che, visto che è piccolina e non certo la donna più sexy del mondo, ma Fabio poteva essere un pochino più elegante e vestito più o meno come il maestro Daniel Harding il giorno della finale. Continua a leggere