Pensierini sciolti, niente di impegnativo

Il mood di questo articolo è: leggero. Ma vi avviso, allontanate i minori (linguaggio spinto).

Tranquilli ragazzi, per oggi niente di impegnativo, solo qualche riflessione di getto che mi è venuta in mente all’improvviso e che voglio condividere con voi.

1) Ieri su Facebook è circolata una foto che confrontava il pubblico negli stadi ai concerti degli One Direction e dei Queen: il prato di San Siro di qualche giorno fa non era pienissimo mentre Wembley qualche anno fa era pieno da scoppiare.

Ora possiamo fare polemiche quanto vogliamo, perché la foto dei Queen riguarda il Live Aid e quindi è normale che ci sia più pubblico, perché ci sono foto di qualche giorno fa con gli 1D sul palco e Wembley riempito da una marea di persone festanti, perché è ovvio che i Queen siano migliori di Harry & Co (sono sicuro che se andassi vicino a Harry Styles e gli dicessi “I Queen erano migliori” lui mi risponderebbe “E ci mancherebbe!”), perché non si può denigrare un gruppo solo perché fa musica pop, perché non si può criticare un gruppo solo perché la maggioranza dei fan è composta da ragazze, perché non c’è bisogno di fare questi stupidi confronti per confermare la maggior qualità dei Queen. Continua a leggere

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Lady Gaga – G.U.Y. – An ARTPOP Film (e qualche frecciatina da Akon)

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Lady Gaga – Facebook

E’ uscito da qualche giorno l’utlimo video di Lady Gaga: più che di un semplice video per una canzone, bisogna ammettere che la definizione di “An ARTPOP Film” calza meglio, visto che si tratta di un filmato lungo 11 minuti e molto elaborato, che raccoglie 4 canzoni dell’ultimo album di Lady Germanotta, “ARTPOP”.

Chiariamo subito una cosa, e cerco di dirvelo nel modo più brutale e onesto possibile: Lady Gaga con questo video ha spaccato il fondoschiena a tutti. Tutti: Rihanna, Katy Perry, Beyoncé, Britney, Miley, Shakira, Justin Bieber, Pitbull, One Direction. Signori, qui ci troviamo di fronte ad uno dei video più belli di sempre, siamo ai livelli dei migliori video di Madonna e Michael Jackson. E’ tutto semplicemente grandioso, tutto magnifico ed opulento, ma non è pacchiano, non è esagerato: tutto è giusto, al posto giusto, nella quantità giusta. A differenza del video di “You and I”, che presentava qualche elemento più bizzarro, anche qui Gaga si è sbizzarrita con la fantasia, ma tutto ha un suo significato, e non risulta mai pesante.

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Le radio e gli One Direction

Fonte: One Direction – Facebook

L’ispirazione per questo nuovo post mi è venuta leggendo un articolo su billboard.com. Siamo un paese poco esterofilo in fatto di musica (se ho visto bene, solo 10 tra i 40 album più venduti nel nostro paese nel 2013 sono stranieri), e per essere informati sulla scena internazionale c’è bisogno di seguire siti americani ed inglesi, visto che siti italiani del genere non ne ho trovati (mentre noi blogger ci impegniamo ad essere dei ripetitori di news e a comunicare tutto quello che sfugge ai grandi media nazionali).

L’articolo in questione di Billboard parla di come gli One Direction, che vendono dischi come pochi al mondo in questo momento, siano tornati nella Top 10 dei brani passati in radio a circa due anni di distanza dal successo del loro debutto “What Makes You Beautiful”. L’articolo ovviamente parla della situazione in America, ma la questione interessa anche l’Italia (Sorrisi se ne è occupato qui), e allora vale la pena esprimere qualche riflessione.

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Fine China, fine Brown

A me Chris Brown è sempre piaciuto, l’ho sempre considerato un grande talento, dotato sia vocalmente sia come performer, solo che negli ultimi tempi sembrava che fosse più interessato a creare scalpore e a scatenare risse (Drake, Frank Ocean) che concentrato sulla propria carriera artistica. Ora invece, forse grazie al rifiorito amore con Rihanna, Chris sembra tornato in pista, e lo fa con un nuovo singolo, “Fine China”.


Fine China anticipa “X”, terzo album in tre anni per Chris Brown, che si sta portando ai livelli della sua amata RiRi. Come tanti altri artisti negli ultimi mesi, anche Chris Brown sembra intenzionato a riportare l’R&B alle sue origini… non tanto indietro come ai tempi di Otis Redding, ma almeno a come era l’R&B negli anni ’90 e all’inizio del 21° secolo.

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