Only Human by Cheryl – recensione

Cheryl_ Only Human

Cheryl – Only Human

“Only Human” è il quarto album pubblicato da Cheryl, nata Tweedy, conosciuta principalmente come Cole, e ora Fernandez-Versini (ha cambiato cognome in seguito alle sue vicende personali), che per evitare confusione ha deciso di abbandonare definitivamente il cognome.

E’ il suo quarto album, ed è diverso dagli altri tre precedenti. Abbandonato il sapore più urban dell’ultimo “A Million Lights”, Cheryl è tornata alle sue origini pop, introducendo nuovi elementi come alcuni strumenti (ad esempio il sassofono che sentiamo nel primo singolo “Crazy Stupid Love”) e sperimentando nuove sonorità. Nel disco troviamo 8 tracce di cui l’interprete è anche co-autrice, 4 scritte con l’ex compagna di Girls Aloud Nicola Roberts, e per la prima volta in un album di Cheryl non troviamo nessuna collaborazione con l’amico will.I.am. Tra gli altri collaboratori che hanno collaborato alla realizzazione di “Only Human”, troviamo Wayne Wilkins, Bonnie McKee, John Newman, Babydaddy, The Invisible Men, Greg Kurstin, Joel Compass, Tinie Tempah e Liam Payne.

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Nient’altro che la verità

Il mood di questo articolo è: esagerato, volgare ed oltraggioso. Io vi ho avvertito, poi non dite che rimanete scandalizzati. Se siete sensibili e/o suscettibili e/o impressionabili e/o minorenni, girate a largo.

Negli ultimi giorni mi sono venuti delle intuizioni sui testi di alcune canzoni, su alcuni significati nascosti tra le righe, nei meandri delle parole. Non so se nascerà una serie di post di questo genere o questo sarà solo un esperimento una tantum, io intanto lo pubblico.

Chissà cosa avranno voluto dire questi cantanti con questi versi… (cliccate sulle miniature di Youtube per andare ai video).

Tiziano Ferro – “Sere nere”

“[Ho] levigato la tua assenza solo con le mie braccia”.

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Alla scoperta delle Saturdays

Tra gli artisti che negli ultimi mesi hanno avuto parecchia visibilità su Youtube ci sono sicuramente le Saturdays, parecchio sponsorizzate da Vevo per il loro debutto negli USA e per il lancio del loro reality “Chasing The Saturdays” su E!.

Le Saturdays sono una girlband inglese composta da Frankie, Mollie, Una, Rochelle e Vanessa, cinque ragazze più o meno belle a seconda dei vostri gusti, messe insieme dalla Polydor nel 2007 e che hanno debuttato l’anno successivo aprendo il “Tangled Up Tour” delle Girls Aloud e pubblicando la loro opera prima “Chasing Lights”. La loro carriera è proseguita negli anni successivi con la pubblicazione di altri 2 album, un EP e svariati singoli da Top 10. Solo quest’anno però le ragazze sono riuscite a raggiungere la vetta della classifica inglese grazie alla loro collaborazione con Sean Paul “What About Us”.

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Inventario

In questo articolo voglio fare un riepilogo degli artisti più significativi per me in questo 2012. Non per forza quelli che hanno avuto maggior successo, ma quelli che più di altri mi hanno accompagnato in questi 12 mesi. Di alcuni di questi ovviamente già ne ho parlato in post precedenti, di altri invece non ho mai scritto, e mi sembra giusto dedicar loro almeno qualche riga.

Una menzione speciale va a Calvin Harris, Flo Rida, Frank Ocean, i Fun, JLS, Madonna, One Direction, P!nk, e Taylor Swift. Gli artisti che invece secondo me meritano di essere ringraziati un po’ di più per il loro contributo nella mia vita musicale del 2012 sono:

  • Cheryl e le Girls Aloud. Due graditissimi ritorni. Cheryl la aspettavo da un anno e mezzo, ed è tornata con una sorpresa, in positivo ed in negativo. Completamente rigenerata, ha definitivamente chiuso una parte della sua vita e della sua carriera. Per lei questo è stato un anno dai mille progetti: rivederla così serena dopo tutte le sue vicende personali, vederla così piena di energia e di voglia di fare, anzi solo vederla e sentirla parlare, la grande icona di stile che è Chezza, ha fatto sicuramente piacere a tutti i suoi soldiers. Le Girls Aloud invece sono state la vera novità musicale per me in questo anno. In pochissimo tempo le loro canzoni sono diventate tra le più ascoltate sul mio iPod, ed ogni volta che ho voglia di ascoltare un po’ di musica scacciapensieri, che mi tenga compagnia, e che mi faccia venire voglia di cantare e ballare, i loro brani sono in cima alla lista dei miei preferiti. Il loro ritorno è stato scintillante, sexy e determinate come non mai, le GA sono in fermento per la realizzazione del loro nuovo tour, che riserverà sicuramente molte sorprese come già successo per i loro spettacoli precedenti.

 

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A Million Lights

Fonte: Cheryl Cole – Facebook

Quando ho iniziato a scrivere su questo blog, avevo intenzione di pubblicare qualche recensione di tanto in tanto, ma finora, soprattutto per mia pigrizia, non avevo mai dato un giudizio critico, sistematico ed oculato su un disco. Questa è la prima volta che ci provo, ma vista la mia pigrizia, parlerò di un disco uscito qualche mese fa: “A Million Lights” di Cheryl. In passato avevo avuto intenzione di scrivere un articolo su Cheryl, ma avevo abbandonato l’idea poiché avevo perso l’ispirazione, ora invece ho deciso di dedicarle la mia prima recensione. La scelta di “A Million Lights” non è certo la scelta più facile che potessi fare: in primo luogo perché Cheryl è un’artista che mi piace molto, e quindi potrei essere di parte e poco obiettivo, ed in secondo luogo perché quando si parla di Cheryl Cole ci si dimentica della sua musica e si tende a parlare di altre cose: le Girls Aloud, la sua bellezza, il matrimonio, Ashley, X Factor, Ashley, Simon Cowell, il divorzio, Ashley, la malaria, il titolo di donna più sexy del mondo per due anni di seguito, gli sponsor e le pubblicità, Ashley, il ritorno delle Girls Aloud, Ashley. Continua a leggere