In TV tra GF, Oscar e La Grande Bellezza

Logo del GF (fonte: pagina Facebook ufficiale)

La scorsa settimana in tv è stata più interessante del solito, almeno per me: ho avuto infatti un po’ più di tempo per guardare la tv e sono stato spettatore di alcuni eventi interessanti. Innanzitutto vorrei fare i complimenti a Mediaset perchè sta spendendo una fortuna per i vestiti di Ficarra e Picone e li ha trasformati negli uomini più eleganti d’Italia.

Continuiamo a parlare di Mediaset, ed in particolare del programma di lunedì sera: la tredicesima edizione del Grande Fratello. Il GF secondo me come idea, come intenzione, è brillante, e potrebbe essere un programma davvero interessante. Ma c’è bisogno di prendere delle precauzioni affinché diventi un programma di successo: non deve essere portato avanti continuamente (e infatti finalmente hanno capito che era necessario fermarlo per un anno) e non deve cercare di essere un varietà; invece mi è sembrato che tutto quello costruito intorno ai concorrenti fosse troppo teatrale. Una cosa però mi è piaciuta, il fatto di tenere separati i maschi dalle femmine per una settimana, questo potrebbe generare delle dinamiche interessanti tra i concorrenti. I concorrenti però sono sempre un po’ troppo caricaturali: o coatti, o con storie difficili, o comunque eccentrici: poca normalità alla Cristina Plevani o Salvo Veneziano.

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Premi e determinazione

Il mood di questo articolo è: scarso.

La vittoria ai Golden Globes de “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino mi ha dato nuova voglia e nuova determinazione per continuare a scrivere su questo blog. Lo stimolo mi è venuto vedendo come è stata trattata la notizia dai telegiornali: stamattina alle 8 il risultato dei Golden Globes è stata la prima notizia, mentre sul Televideo c’era un titolone.

E, ripensandoci bene, di cinema, di film, di Oscar, Globes, Cannes e Venezia sempre se ne parla, e se poi capita un buon risultato per il cinema italiano si dà ancora più importanza.

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The Social Netwok

Ieri sera su La7 hanno trasmesso The Social Network di David Fincher. Non l’avevo mai visto e allora ho pensato di dargli un’occhiata. Lo so che è quasi inutile recensire un film che non sia o un classico da riscoprire o un’uscita recente, ma siccome la linea editoriale (eh che paroloni!) di questo blog la scelgo io, si fa quello che decide il padrone.

The Social Network è un film che parla della nascita e dei primi sviluppi di Facebook tra il 2003 e il 2004. Cercare di dare un giudizio su questo film può essere difficile, perché credo che bisogni separare l’opinione sulla pellicola da quella su Mark Zuckerberg e sulle sue vicende legali. E poi ovviamente stiamo parlando di un film che è la trasposizione di un romanzo, non della autobiografia del fondatore di Facebook, quindi non sappiamo quante verità e quante palle siano raccontate nel film, ma sinceramente questo non ci interessa.

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Betty White e le altre

Oggi è il compleanno di Betty White. Tanti auguri a questa fantastica attrice americana che oggi spegne ben 91 candeline!!!!!!

English: Betty White at the premiere for The P...Nonostante l’età abbastanza avanzata, Betty White è ancora in piena attività: dopo una vita piena di lavoro e di successi, Betty recita in una sitcom televisiva, “Hot in Cleveland”.  Ma questa simpatica signora non si dedica solo alla sitcom: ha recitato in “Ricatto d’amore” con Sandra Bullock nel 2009 e in “Men in Black 3” nel 2012, ha fatto dei cameo in numerose altre serie tv come “I Simpson”, “Tutto in famiglia”, “Beautiful”, “Ugly Betty”, “My name is Earl” e “30 Rock” per citarne qualcuna, è spesso ospite di importanti talk show come The Ellen Show e Late Night, è apparsa in alcune pubblicità, tra cui quella per “The Voice” ed ha recitato una particina nell’apertura degli Emmy nel 2010. Dopo 60 anni di carriera la signora White sembra davvero instancabile, ed è diventata, grazie al suo umorismo ed alla sua intraprendenza, uno dei personaggi più amati del piccolo schermo a stelle e strisce.

Chapeau di fronte a cotanto talento, cotanto spirito e cotanta voglia di vivere!

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Classici Disney, riveduti e corretti – Parte II

Il mood di questo articolo è: sereno.

[segue]

N.B. Per chi si aspetta un articolo come la Parte I, mi dispiace dover annunciare che questo post non tocca le stesse vette di sarcasmo e perfidia, dato che questi film mi sono piaciuti di più ed ho dunque trovato meno difetti da sottolineare.

Il Re Leone (1994). Devo confessare che non avevo mai visto prima Il Re Leone, quindi ho approfittato dell’occasione per vedere di cosa si trattasse, visto che tutti ne parlano quasi con riverenza come un film fantastico e spettacolare. Diciamo che non mi ha deluso come Bambi, ma non l’ho trovato così grandioso. E’ un film più che dignitoso, con una storia forse poco originale incentrata sulle vicende del figliol prodigo Simba, ma che è sempreverde e comunque attuale. A differenza di Bambi, qui c’è una trama e per fortuna succede qualcosa: nel primo tempo assistiamo all’infanzia di Simba, nel secondo viene raccontata la sua maturità ed il suo ritorno a casa per recuperare il trono usurpato dallo zio. Per il pubblico infantile questo è un film che rasenta la perfezione: storia carina, bella ambientazione, canzoni divertenti, personaggi significativi e sani valori da inculcare: infatti durante tutta la durata del film i bambini vengono educati al rispetto della natura e dei genitori, all’osservanza delle regole, alla possibilità di ribellarsi contro i soppressori e al ripudio dell’inganno come mezzo per raggiungere il potere. Per non far mancare il divertimento poi sono stati sapientemente inseriti i personaggi di Timon e Pumbaa con la loro demenzialità. Per gli adulti è un film gradevole, ma secondo me non troppo: mi ha infatti dato l’impressione che gli mancasse qualcosa per raggiungere anche il pubblico più anziano, che mal tollera i cartoni animati.  Continua a leggere