Pagelle semiserie di “Un medico in famiglia 10”

iwthkmu9_400x400Premessa: ho trascorso la mia infanzia guardando le prime stagioni  di Un Medico in Famiglia su Rai Uno, shippando Lele&Alice e Guido&Maria. Negli ultimi anni però l’ho abbandonato: troppi buoni sentimenti, troppe storie d’amore, nessuna traccia della cara vecchia ASL sperimentale e dell’ospedale famiglia che Guido riuscì ad aprire contro ogni avversità. In più alcuni personaggi storici come Cettina o altri meno importanti come Jessia e Jonis sono spariti, e il quadretto familiare dei Martini è diventato un complicato arazzo intrecciato in cui i legami familiari non sono più molto chiari (alla Kardashian-Jenner-Chyna per intenderci).

Chi invece non ha mai perso la passione per questa fiction è mio fratello, vecchia conoscenza di questo blog, che ha seguito anche la decima stagione appena conclusa. Io gli ho fatto una semplice domanda su Whatsapp (“Ma alla fine chi si è apparato con chi?”), e lui mi ha risposto: “Ti faccio le pagelle e le pubblichi sul blog.”. E signori miei, cosa posso fare, obbedisco…

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12 motivi per cui Snapchat è migliore di Instagram Stories

social-lgVisto che Instagram ha sferrato l’ultimo attacco contro Snapchat per la lotta alla supremazia con l’introduzione delle foto “usa e getta”, ho deciso di elencare quelli che secondo me sono i validi motivi per cui Snapchat è ancora superiore.

Faccio solo una precisazione dicendo che io uso Snapchat su Android, e nonostante il fatto che su Android funzioni peggio di quanto funzioni su iOS, sono comunque un utente soddisfatto del social network.

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Storia della musica italiana

Voglio riportare queste parole pronunciate dalla leggendaria Mara Maionchi nella puntata del 30 aprile 2016 di Tv Talk su Rai 3.

“C’è stata una storia nella musica leggera italiana, per cui chi stava da una parte era il famoso cantautore, anche se l’avevano scritta in otto, ma era un fatto politico e intellettuale, per cui non poteva sporcarsi. E’ stato un lungo periodo di contestazione sulla musica pop. Gli americani fanno la musica pop da cent’anni mista al blues, a tutte le culture, e non hanno avuto il problema della “cultura”. […] Una canzone pop è una canzone pop, punto. Per cui noi abbiamo avuto un periodo storico che ci ha molto rovinato. Qui (in Italia) c’è un contorno molto più complesso che ha rovinato la situazione.”

Queen B: morta e risorta

tumblr_o671qhTUGE1rqgjz2o1_1280Beyoncé l’ha rifatto: dopo “Beyoncé” del 2013, pochi giorni fa ha pubblicato il suo secondo “visual album”, dal titolo “Lemonade”.

(In realtà potremmo quasi dire che Lemonade è il suo quinto visual album, visto che anche per quasi tutte le canzoni di B’Day, I Am Sasha Fierce e 4 è stato realizzato un video di accompagnamento).

A differenza del suo visual album precedente, per cui ogni canzone aveva un video a sé, stavolta Beyoncé ha realizzato un film di un’ora e cinque minuti in cui le canzoni si susseguono una dopo l’altra. Ogni canzone viene sviluppata in modo diverso (chi in bianco e nero, chi a colori, chi con Zendaya, chi con Jay Z…), ma l’idea è che Beyoncé, con le immagini e con il suo racconto sussurrato tra una canzone e l’altra, voglia raccontare un’unica storia.

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