Queen B: morta e risorta

tumblr_o671qhTUGE1rqgjz2o1_1280Beyoncé l’ha rifatto: dopo “Beyoncé” del 2013, pochi giorni fa ha pubblicato il suo secondo “visual album”, dal titolo “Lemonade”.

(In realtà potremmo quasi dire che Lemonade è il suo quinto visual album, visto che anche per quasi tutte le canzoni di B’Day, I Am Sasha Fierce e 4 è stato realizzato un video di accompagnamento).

A differenza del suo visual album precedente, per cui ogni canzone aveva un video a sé, stavolta Beyoncé ha realizzato un film di un’ora e cinque minuti in cui le canzoni si susseguono una dopo l’altra. Ogni canzone viene sviluppata in modo diverso (chi in bianco e nero, chi a colori, chi con Zendaya, chi con Jay Z…), ma l’idea è che Beyoncé, con le immagini e con il suo racconto sussurrato tra una canzone e l’altra, voglia raccontare un’unica storia.

Il titolo “Lemonade” invece prende ispirazione da una massima pronunciata dalla nonna di Jay Z in occasione del suo 90esimo compleanno (scena che appare anche nel film), come invito a trarre il meglio anche dalle situazioni difficili: “Quando la vita ti dà dei limoni, fanne una limonata”.

A differenza di quanto feci ai tempi di “Beyoncé”, stavolta ho provato prima ad ascoltare la musica invece di lanciarmi subito sul video. E devo dire che sono rimasto abbastanza disorientato, non riuscivo a capire cosa diavolo stavo ascoltando, che senso aveva. Però quando un’artista che non rilascia più interviste e che non racconta più niente di sé e delle sue canzoni per mezzo dei tradizionali mezzi promozionali pubblica un “visual album”, è necessario dedicarsi all’accompagnamento visivo per cercare di restare al passo del suo genio creativo. E visto che il film di Lemonade è così strepitoso, perché negarsi questo piacere? Un film a volte difficile da comprendere e da seguirne il filo logico, ma così bello da vedere e così efficace nell’esprimere appieno quello che Beyoncé vuole comunicarci.

Le tematiche affrontate nell’album sono molto interessanti e cupe: oltre al tema della situazione e dei diritti degli afroamericani, Beyoncé intreccia magistralmente un discorso generale sulla condizione e sulle esperienze femminili con le sue vicende personali, facendo trasparire tutta la sua rabbia e il suo dolore per una profonda crisi matrimoniale e per il tradimento della sua fiducia da parte del marito (e no, stavolta non si parla di una scappatella con Rihanna), dando ragione ad alcune copertine di alcune riviste scandalistiche di qualche anno fa (e a tal proposito vi consgilio quest’altra lettura).

21-beyonce-us-weekly-divorce-cover.w529.h793

Rivista del 2014

C’è anche spazio per una canzone dedicata al padre Matthew, ex manager di ed ex marito della mamma di Beyoncé, ed è sollevante sapere che il signor Knowles fa parte della vita di sua nipote Blue Ivy.

Musicalmente l’album è poco radiofonico, è decisamente sperimentale sia per una popstar così nota sia per una semisconosciuta, e ci sono delle collaborazioni decisamente riuscite, come la potente “Freedom” con Kendrick Lamar e “Don’t hurt yourself” con Jack White, con cui Beyoncé si avventura in un territorio nuovo per lei come il rock e ne esce trionfatrice con un inno arrabbiato e comunicativo.

Ma passiamo a spiegare il titolo di questo articolo.

Vi ricordate della Beyoncé dei Duemila? Vi ricordate perché si era guadagnata il titolo di Queen B? Vi ricordate come cantava in Resentment, come ballava in Single Ladies? Vi ricordate un album di potenziali singoli come I Am Sasha Fierce? Vi ricordate Crazy in love? Ebbene dimenticate tutto, quella Queen B non c’è più, è morta.

Ma dalle sue ceneri è risorta un’artista a cui non interessa più di essere radio friendly e commerciale, un’artista che usa la sua fama per poter creare quello che più le pare e piace, una donna che esplora nuove strade sia nella musica sia nelle immagini. Un’artista che si mette a capo della musica nera e che sta ridefinendo i generi. E questo fa di lei una nuova regina, una nuova Queen B. Nuova, ma sempre una spanna sopra le altre.

Annunci

One thought on “Queen B: morta e risorta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...