Only Human by Cheryl – recensione

Cheryl_ Only Human

Cheryl – Only Human

“Only Human” è il quarto album pubblicato da Cheryl, nata Tweedy, conosciuta principalmente come Cole, e ora Fernandez-Versini (ha cambiato cognome in seguito alle sue vicende personali), che per evitare confusione ha deciso di abbandonare definitivamente il cognome.

E’ il suo quarto album, ed è diverso dagli altri tre precedenti. Abbandonato il sapore più urban dell’ultimo “A Million Lights”, Cheryl è tornata alle sue origini pop, introducendo nuovi elementi come alcuni strumenti (ad esempio il sassofono che sentiamo nel primo singolo “Crazy Stupid Love”) e sperimentando nuove sonorità. Nel disco troviamo 8 tracce di cui l’interprete è anche co-autrice, 4 scritte con l’ex compagna di Girls Aloud Nicola Roberts, e per la prima volta in un album di Cheryl non troviamo nessuna collaborazione con l’amico will.I.am. Tra gli altri collaboratori che hanno collaborato alla realizzazione di “Only Human”, troviamo Wayne Wilkins, Bonnie McKee, John Newman, Babydaddy, The Invisible Men, Greg Kurstin, Joel Compass, Tinie Tempah e Liam Payne.

“Only Human” è una raccolta di canzoni pop, divise abbastanza equamente tra uptempo e ballate. La maggior parte di questi brani però non è spensierata, anzi: ciò che rimane impresso di questo disco è come Cheryl cerchi di motivare i suoi fan e di trasmettere un messaggio. Sono tanti i passaggi in cui si cerca di infondere coraggio, di affrontare la vita e le sue difficoltà facendo affidamento sulle proprie forze e in cui si invita a vivere, a fare le proprie esperienze, a seguire le proprie passioni disinteressandosi del giudizio degli altri. Cheryl ha infatti affermato di aver avuto di bisogno di un periodo di pausa dalla vita mondana di popstar e di vivere un po’ di vita “normale” per ritrovare l’ispirazione per registrare nuova musica e che ha concepito questo suo nuovo lavoro con l’intento di realizzare dei brani che potessero migliorare l’umore degli ascoltatori. Non mancano le canzoni d’amore, ma passano in secondo piano rispetto a tutte le canzoni “motivazionali”.

Da segnalare:

  • Live Life Now: a partire dalla intro, che contiene un discorso del filosofo inglese Alan Watts sull’importanza di fare ciò che vogliamo, parte un pezzo dance che mette subito di buon umore.
  • Crazy Stupid Love: il primo singolo, una uptempo dal sapore fresco e particolare.
  • Waiting for lightning: “I’m done waiting for lightning in the dark / I found the light inside my heart”. (Ho smesso di aspettare la luce nel buio, l’ho trovata nel mio cuore). Ecco un primo esempio di canzone motivazionale.
  • I Don’t Care: basta arrovellarci il cervello con le opinioni degli altri, meglio alzarsi in piedi per scatenare la nostra furia sulle note di questo brano.
  • Only human: si parte con la sola voce modificata dall’autotune, si conclude con un’esplosione di emozioni.
  • Goodbye means hello: ipnotica.
  • Coming up for air: sicuramente uno dei pezzi più interessanti e sperimentali dell’album.
  • Fight on: una canzone dal sapore quasi epico, accompagnata da un bel testo su come un lui sostiene una lei tra mille difficoltà.
  • Firecracker: scritta da Sia Furler, è un brano molto vivace e il più divertente di “Only Human”. (My man / he loves a girl who can dance, not a girl with implants / and a fake tan).

Nel complesso è un album godibile, a tratti divertente, a volte sensuale, ma sempre appassionato.

Sul piano dell’interpretazione Cheryl non delude, ma qualche limite vocale qui si sente. E’ il quarto disco di Cheryl ed è il suo quarto disco diverso, e questo è sicuramente un bene, ma c’è un problema: è il suo quarto album di cui non direi mai “E’ un capolavoro”. È solamente un altro tassello della sua discografia, ma non è un lavoro che mi colpisce, che mi fa esclamare “Wow”. Cheryl ogni volta ci presenta della musica diversa, ma non lascia mai il segno.

Il suo prossimo lavoro deve assolutamente essere un capolavoro, per diversi motivi: perché deve essere finalmente apprezzata come musicista che fa le sue scelte; perché la gente non deve vederla solamente come una celebrity che fa televisione e che vende profumi, ma deve considerarla come una cantante che sta nel giro da 12 anni; perché l’età avanza e bisogna cominciare a pensare a come reinventarsi per arrivare tranquillamente alla pensione senza l’aiuto di una reunion con le GA e senza diventare esclusivamente un volto della tv, continuando a mantenere una certa credibilità musicale. A questi motivi aggiungerei anche “per aumentare le vendite”, ma ormai si è capito che l’equazione “qualità=successo commerciale” non è sempre verificata. Certo, i due numeri 1 raggiunti dai singoli non fanno male, ma l’album poteva fare anche meglio.

Riuscirà Cheryl a regalarci un capolavoro fra due anni? Staremo qui ad aspettarla. A voi Only Human è piaciuto? Commentate e fatemi sapere.

Ciao a tutti!!!!!

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