The Social Netwok

Ieri sera su La7 hanno trasmesso The Social Network di David Fincher. Non l’avevo mai visto e allora ho pensato di dargli un’occhiata. Lo so che è quasi inutile recensire un film che non sia o un classico da riscoprire o un’uscita recente, ma siccome la linea editoriale (eh che paroloni!) di questo blog la scelgo io, si fa quello che decide il padrone.

The Social Network è un film che parla della nascita e dei primi sviluppi di Facebook tra il 2003 e il 2004. Cercare di dare un giudizio su questo film può essere difficile, perché credo che bisogni separare l’opinione sulla pellicola da quella su Mark Zuckerberg e sulle sue vicende legali. E poi ovviamente stiamo parlando di un film che è la trasposizione di un romanzo, non della autobiografia del fondatore di Facebook, quindi non sappiamo quante verità e quante palle siano raccontate nel film, ma sinceramente questo non ci interessa.

Se mi è piaciuto il film? Sinceramente non troppo: l’ho trovato un po’ troppo nervoso, frettoloso, troppo veloce. All’inizio del film, nella scena in cui Mark (Jesse Eisenberg) viene lasciato dalla sua fidanzata, c’è uno scambio di battute talmente rapido che si fa fatica a capirne il senso. Solo perchè la mente di Mark lavorava velocemente sui suoi progetti, allora anche il pubblico, secondo l’idea del regista, deve seguire la trama alla stessa velocità.

Nonostante il film inizi presentandoci Mark e le vicende che lo portarono alla nascita della sua creatura più famosa, successivamente la trama si incentra sui guai giudiziari di Zuckerberg, e ci vuole una buona mezz’ora per capire perfettamente come è impostato l’intreccio: tutte le storie degli inizi di Facebook sono dei flashback, il presente è rappresentato dagli interrogatori degli avvocati. Col passare dei minuti si sposta anche il punto di vista del narratore, che per la maggior parte del film  è l’ex migliore amico di Mark e uno dei suoi accusatori, Eduardo Saverin (Andrew Garfield). E in fin dei conti secondo me è proprio Eduardo il protagonista del film: più che la nascita di Facebook, questo film sembra narrare di più la storia di come è stato fot**** Eduardo.

Ed Andrew Garfield nei panni di Eduardo secondo me ha fatto davvero una bella figura, migliore di quella fatta da Eisenberg. Un altro che si è trovato bene nei propri panni è Justin Timberlake, bravo ad interpretare un megalomane esaltato con diversi problemi di personalità.

Un’altra cosa: tutta questa storia di Facebook è solo un pretesto per parlare di altro, ad esempio per affrontare i temi della lealtà e dell’amicizia, e di quanto sia stressante la competizione. Infatti nel film sia Mark che Eduardo sono due frustrati semisfigati che cercano di entrare nei club esclusivi e che cercano costantemente la popolarità tra la popolazione universitaria.

Sicuramente interessante per scoprire una versione dei fatti su come è nato Facebook, non sono assolutamente sicuro se The Social Network debba essere classificato come un bel film.

Voi l’avete visto in passato? Che ne pensate?

Ciao a tutti!!!

Il mood di questo articolo era: deciso e frammentario.
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4 thoughts on “The Social Netwok

  1. The Social Network é uno dei miei film preferiti. Ho comprato il Dvd e ogni tanto me lo rivedo perché é un film davvero buono: sceneggiatura interessante, ottima regia, un cast di attori tutti brillanti. Bravissimi Timberlake, Garfield e anche Hammer e Minghella (rispettivamente nei panni di Sean Parker, Eduardo Saverin, i gemelli Winklevoss e il loro partner Nerendra) ma per me nulla batte l’impressionante performance di Jesse Eisenberg nel ruolo di Zuckerberg. Intendiamoci, Andrew Garfield é bravissimo ma molti attori avrebbero potuto fare bene nel suo ruolo. Jesse é riuscito a creare un personaggio unico e indimenticabile. Lo detesti ma nello stesso tempo ti dispiace per lui. Vorresti picchiarlo per poi subito abbracciarlo (mi riferisco al personaggio naturalmente). Il film con un altro attore protagonista sarebbe stato magari buono ma sicuramente non lo stesso film. Si é trattato di una interpretazione molto misurata ma ricca di sfumature. Nomination all’Oscar meritatissima.

  2. Sinceramente no. Non l’ho visto. Non ci tengo molto a scoprire la storia di uno che ha rovinato la new generation contribuendo alla chiusura dei rapporti e alla loro telematizazione. Si, è da dire che ha avuto un’idea più che innovativa, è un genio, ma i geni sono coloro che il più delle volte lanciano idee che apparentemente sembrano innocue ma nascondono un’arma letale. Come Fermi e la bomba atomica, stive jobs e i computer. No, non voglio essere catastrofica, la tecnologia è bella se si sa usare. La colpa è nostra se FB è diventato uno scambio facile di foto porno o una repentina violazione della privacy. Forse è colpa di chi ha pubblicizzato queste invenzioni se poi vengono adottate male. Ma finisci col cadervi dentro se vuoi sentirti uguale agli altri. Come comunicare se tutti hanno un profilo e tu sei isolato dal resto del mondo, magari perché non hai i soldi per pagare una linea internet privata e la rubi al vicino? Cmq scusa l’intrusione, mi piace scambiare le opinioni. Sul film non po dire nulla, mi spiace.

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