Cos’è successo ai VMA 2013

In questi ultimi due giorni gli internauti di tutto il globo sono impazziti per quanto successo domenica notte al Barclays Center di Brooklyn per gli annuali MTV Video Music Awards, in particolare per la performance di una ex principessina Disney che sembra aver ormai perso ogni freno inibitorio.

Ma proseguiamo con ordine e ricapitoliamo un po’ che cosa è avvenuto di notevole durante la serata.

In primo luogo, i premi: tutti più o meno meritati, tranne quello per la migliore coreografia, che è stato portato a casa con mia grande sorpresa da Bruno Mars per il balletto di “Treasure”.

E’ stata senza dubbio la serata di Justin Timberlake, che non ha vinto i Moonman per miglior video maschile e miglior video pop, ma si è rifatto con il premio per il video dell’anno per “Mirrors” e con un riconoscimento per il contributo che ha apportato alla musica pop (una sorta di premio alla carriera). Justin è stato inoltre protagonista di una performance impeccabile, in cui ha sfoderato tutte le sue doti di cantante e ballerino, dimostrando che gli anni di pausa non hanno assolutamente intaccato il suo talento. Inoltre, nel bel mezzo del suo medley di hit, c’è stato anche il tempo per una breve reunion degli Nsync, che lo hanno raggiunto sul palco per eseguire “Girlfriend” e “Bye Bye Bye”, mandando in visibilio il pubblico. Due pecche: primo, più che una performance, è stato un vero e proprio halftime show, durato una decina di minuti proprio a metà dell’evento, ed è forse stato un po’ lungo; secondo, durante l’esibizione degli Nsync le luci di sfondo hanno dato abbastanza fastidio secondo me, e si vedeva poco o niente, si veniva abbagliati un po’ troppo spesso.

Da segnalare Bruno Mars, che invece ha giocato a suo favore le luci del palcoscenico per realizzare una performance con pochi effetti starbilianti ma di grandissimo effetto e molto sexy. Probabilmente il migliore della serata, serata che comunque ha visto delle buone esibizioni da parte di tutti gli artisti coinvolti. Ad esempio Drake, il più minimalista di tutti, che però ha fatto saltare in piedi tutto il palazzetto. Emozionanti sono stati invece Mackelmore e Ryan Lewis, con “Same Love”, e Kanye West che ha eseguito una delle tracce migliori del suo album “Yeezus”, “Blood on the leaves”.

Apertura e chiusura dello show sono state affidate a due delle più grandi artiste pop femminili in circolazione: Lady Gaga ha aperto le danze, Katy Perry ha concluso. Gaga ha offerto sicuramente un bello spettacolo, ma non ha stupito come le sue precedenti apparizioni ai VMA: la morte sul palco, il vestito di carne e il travestimento da uomo già se li era giocati, stavolta non è riuscita a trovare qualcosa di altrettanto spettacolare. E se proprio devo essere pignolo, secondo me l’esibizione è stata un po’ penalizzata dai continui cambi d’abito, che l’hanno costretta ad essere troppo concentrata sul tempismo e la coordinazione con i suoi ballerini. Però è stata coinvolgente, e le coreografie erano molto buone. Katy Perry invece si è scatenata con la sua “Roar”, e ricorderemo questa sua esibizione per la location esterna, sotto il ponte di Brooklyn.

Ma la perla della serata ce l’ha regalata la nostra cara Miley, con una performance esagerata e provocatoria che sicuramente finirà negli annali: prima ha iniziato a cantare “We can’t stop”, e ancora ancora si poteva accettare nonostante avesse affondato il suo faccino in mezzo a due chiappe, poi si è unita a Robin Thicke per cantare “Blurred Lines”, e all’inizio mi è piaciuto davvero, perchè sembravano sexy e complici, ma poi è diventato tutto un twerk-lingua-culo-vagina, twerk-lingua-culo-vagina… e veramente è diventato intollerabile. Poi sono arrivati Kendrick lamar e 2 Chainz a cantare con Thicke e a spostare l’attenzione dallo spettacolino a luci rosse di Miley, ma ormai l’esibizione era segnata ed eravamo già tutti sobbalzati dalle nostre sedie.

E a proposito di Taylor Swift, che atteggiamento da stronzetta che ha avuto per tutta la serata: “Shut the **** up” agli 1D (che hanno fanno la peggior pubblicità occulta mai vista), frecciatina (a Harry Styles?), smorfie e reazioni varie… non un comportamento di cui andare fieri.

Un giudizio complessivo: le ultime tre edizioni si sono tenute tutte e tre a Los Angeles, lo spostamento a New York ha portato un po’ di novità nella scenografia (anche se forse era tutto un po’ buio). L’assenza di un presentatore si è sentita un po’, non sembrava uno show organico, ma ho avuto l’impressione come se fossero tanti pezzi che si susseguivano uno dietro l’altro. Kevin Hart, che aveva presentato l’anno scorso, quest’anno non mi ha entusiasmato nei suoi monologhi, non ha detto niente di rilevante, l’unica cosa che mi ricordo è che ha apprezzato il sedere di Lady Gaga. Nessun colpo di scena, solo un momento trash-porno. Vabbè, alla fine ci pensano la suspense per conoscere i vincitori e i vari performer a destare sempre vivo l’interesse per una manifestazione del genere. Ci vediamo l’anno prossimo.

A voi sono piaciuti????? Avete qualcos’altro da segnalare?

Ciao a tutti!!!!!

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12 thoughts on “Cos’è successo ai VMA 2013

  1. ascolto musica a prescindere dal genere, dal cantante e dal video. quello che mi colpisce deve essere la sonorità, l’effetto degli strumenti, che a volte dicono più delle parole. Ma una cosa mi chiedo. A sti VMA perchè non premiano qualche artista diverso da inglesi e americani? (sempre scusando l’ignoranza)

    • Innanzitutto perchè è un evento che viene trasmesso in mondovisione, è un evento seguito in tutto il mondo, ed ovviamente si sceglie di nominare video che sono conosciuti in tutto il mondo, e quindi video americani perchè sono quelli più esportati e quindi i più conosciuti. In secondo luogo gli americani hanno a disposizione più risorse, e quindi possono realizzare video di qualità superiore (non sempre ovviamente). Capisco che sarebbe interessante andare a scovare video in giro per il mondo, ma MTV è la rete dei mainstream, non degli alternativi. L’unica cosa è il Best European Act, premio che viene consegnato agli European Music Awrds (EMA), Marco Mengoni l’ha vinto nel 2010. Ti ringrazio per il commento e spero di essere stato abbastanza chiaro e utile 🙂

      • grazie mille della delucidazione. giustamente non c’è questa mania del guadagno del 100% delle case discografiche in america, cosa che invece avviene in italia (mediamente il guadagno dell’artista sul singolo cd è di 0.20 cent), allo stesso modo dei libri e di ogni altro patrimonio artistico. Però mi chiedevo che ci sono artisti conosciuti ovunque nel mondo, che non cantano in lingua madre, ma che cercano di esportare la loro musica, come elisa, ad esempio, o la pausini (si, ok, la pausini è troooooooppo del genere romantico), ma anche Eros Rmazzotti che doppietta con Niccole Scherzinger, ecc ecc…. A me ripeto, la musica straniera piace, ma quando c’è una certa musicalità che va al di la delle parole.
        cmq che questo rimanga solo una mia opinione……
        a presto!

        • Ho fatto un po’ di ricerche se ti può interessare: ho scoperto che Eros suonerà anche lui al Barclays Center e che ha ricevuto una nomination ai VMA nel 96 per “La cosa mas bella” (d’altronde c’era Michelle nel video). E pensa che Robbie Williams, che la più grande pop star europea, canta in inglese ma non ha mai avuto successo in America, ha vinto il VMA per gli effetti special nel 2001 per Rock DJ, che aveva raggiunto un minimo di popolarità negli USA proprio grazie al video molto discutibile. Quindi non serve essere famoso o cantare in inglese, basta che fai una hit con annesso video di successo per avere un VMA.

  2. L’ esibizione di Miley Cyrus, piena di volgarità gratuita, l’ ho interpretata come l’ ennesimo segnale di un evidente processo di autodistruzione, iniziato con la deturpazione della propria bellezza fisica e proseguito con questo live futilmente provocatorio, dove la cantante ha offeso se stessa, prima ancora degli altri.
    Siamo di fronte ad una persona che ha bisogno di essere aiutata. Il suo caso me ne ricorda altri, dalle sue conterranee Britney Spears e Lindsay Lohan alla nostrana Sara Tommasi.
    Per quanto riguarda la sovrapposizione tra attore e personaggio interpretato, scrissi un articolo sull’ argomento (http://wwayne.wordpress.com/2008/10/24/shock/) proprio all’ inizio della mia “carriera” di blogger: rileggendolo, direi che si applica perfettamente al caso in questione.
    P.S.: Preciso che la volgarità e la provocazione mi danno fastidio soltanto quando sono gratuite. Ad esempio, nei romanzi di Bret Easton Ellis sono funzionali alla storia, e quindi mi scivolano addosso senza suscitarmi la minima repulsione.

  3. P.S.: La sovrapposizione tra attore e personaggio interpretato c’entra con il caso di Miley Cyrus, perché molti fan hanno scritto “Non me lo sarei mai aspettato da Hanna Montana…” Addirittura il Corriere della Sera ha pubblicato un articolo intitolato “L’innocenza perduta di Hanna Montana.”

  4. Pingback: VMA 2014: riassunto ed opinioni | Usignoli & Burattini

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