The Voice – prima puntata

Avete visto la prima puntata di The Voice? Io ero molto curioso di assistere a questo show che sta riscuotendo tanto successo nel mondo, e in più lungo le strade c’erano parecchi cartelloni pubblicitari che mi ricordavano di guardare la prima puntata. E vedendo la gigantografia di Raffaella Carrà, non potevo fare a meno di guardare il programma.

Nella prima puntata abbiamo assistito al primo round delle “blind auditions”, la fase per la quale il programma è diventato famoso: durante i provini infatti i coach (che per chi non lo sapesse sono Carrà, Pelù, Cocciante e Noemi) non possono guardare i concorrenti sul palco, ma seduti comodamente su delle poltrone girevoli, possono solo ascoltare la loro performance e giudicarla solo dal punto di vista vocale. Durante il provino, se il coach è impressionato dal talento del concorrente, preme il pulsante che permette alla sua poltrona di girarsi e scopre se sul palco c’è una sosia di Beyoncé o una sosia di Susan Boyle. Se durante l’esibizione di un cantante si gira solo un coach, quest’ultimo accoglie il cantante nel suo team; se si girano più di un coach, la scelta del mentore va al concorrente; se non si gira nessuno, l’esperienza a The Voice finisce ancora prima di essere davvero iniziata.

Lo scopo delle blind audition è quello di concentrarsi esclusivamente sulla voce dei concorrenti, senza prestare attenzione alla sua presenza scenica, al suo look eccetera, contrapponendo quindi l’idea secondo cui “la-voce-non-è-tutto” a quella per la quale “senza-voce-non-vai-da-nessuna-parte”. In questa fase iniziale del programma dunque il giudizio delle performance si basa esclusivamente sulle abilità vocali degli aspiranti cantanti, il mio dubbio è se nelle fasi successive dello show i commenti dei coach continueranno a basarsi solamente sulla voce o se riguarderanno anche altri aspetti di un’esibizione musicale.

La particolarità delle blind audition, cioè quella di svolgersi di fronte ad una commissione voltata di spalle, spinge secondo me i concorrenti a cacciare il meglio di loro: sanno di giocarsi un’unica chance, e allora liberano nell’ esibizione tutte le loro emozioni. A mio giudizio i candidati sono stati tutti molto bravi, e tutti hanno cantato con passione e determinazione per giocarsi al meglio le loro possibilità ed impressionare i coach esprimendo tutte le loro capacità e sensazioni. Un’altra cosa che ho apprezzato sono state le scelte delle canzoni da parte dei cantanti: non si sono buttati tutti su Mariah Carey o Whitney Houston per esibirsi in arzigogoli rarissimi, ma ognuno ha preferito portare una canzone che lo rappresentasse al meglio e che avesse messo in evidenza le sue capacità. Le blind auditions sono davvero una trovata geniale, ottima per uno spettacolo televisivo, chi le ha  ideate merita davvero un complimento speciale.

Adesso parliamo un po’ dei giudici: tutti promossi a pieni voti. I loro interessi musicali sono molto variegati, e ciò permetterà secondo me ad ogni talento di essere seguito al meglio lungo il suo percorso. Carrà si conferma una vera stella, una vera forza della natura, una donna dalla carriera lunghissima e che sa il fatto suo; Pelù simpaticissimo, molto determinato a cercare il meglio tra i vari talenti, e molto divertente nei suoi siparietti con la Carrà; Cocciante me l’aspettavo più snob, invece è stata una sorpresa molto positiva, aperto a qualsiasi genere musicale, senza per forza cercare la musica di spessore, e inoltre è un grandissimo conoscitore di musica; Noemi non si è fatta sopraffare dall’esperienza degli altri coach, anzi, ha un bel piglio da leader e la sua esperienza ad X Factor potrebbe aiutarla ad essere un mentore migliore per i membri del suo team durante il talent. I quattro giudici sembrano già aver trovato una bella alchimia: si aiutano a vicenda per cercare di capire se un concorrente vale davvero, scherzano e si divertono, ma alla fine duellano con sana competizione per cercare di accaparrarsi nella loro squadra i talenti migliori. Secondo me formano una bella squadra, più amalgamata e più rilassata di quella di Amici e XF, adesso staremo a vedere se con l’avanzare delle puntate il loro rapporto si logorerà o meno. Una mezza delusione invece è stata il presentatore, Fabio Troiano: è vero che in questa fase il suo ruolo è molto marginale, ma la sua presenza (o assenza) non si è minimamente fatta sentire.

Dopo qualche altra puntata di blind audition, The Voice inizierà con le puntate in diretta, durante le quali i concorrenti si sfideranno uno contro l’altro: bisogna quindi aspettare per capire se il programma diventerà un altro dei vari talent che si vedono in giro, o se riuscirà a conservare quella particolarità, quel non so che, che dà alle blind audition un sapore adrenalinico. Sicuramente da seguire per monitorarne gli sviluppi.

Voi l’avete visto? Che ne pensate?

Ciao a tutti!!!!!!!

 

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2 thoughts on “The Voice – prima puntata

  1. Pingback: The Voice – Battles | Usignoli & Burattini

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