Classici Disney, riveduti e corretti – Parte II

Il mood di questo articolo è: sereno.

[segue]

N.B. Per chi si aspetta un articolo come la Parte I, mi dispiace dover annunciare che questo post non tocca le stesse vette di sarcasmo e perfidia, dato che questi film mi sono piaciuti di più ed ho dunque trovato meno difetti da sottolineare.

Il Re Leone (1994). Devo confessare che non avevo mai visto prima Il Re Leone, quindi ho approfittato dell’occasione per vedere di cosa si trattasse, visto che tutti ne parlano quasi con riverenza come un film fantastico e spettacolare. Diciamo che non mi ha deluso come Bambi, ma non l’ho trovato così grandioso. E’ un film più che dignitoso, con una storia forse poco originale incentrata sulle vicende del figliol prodigo Simba, ma che è sempreverde e comunque attuale. A differenza di Bambi, qui c’è una trama e per fortuna succede qualcosa: nel primo tempo assistiamo all’infanzia di Simba, nel secondo viene raccontata la sua maturità ed il suo ritorno a casa per recuperare il trono usurpato dallo zio. Per il pubblico infantile questo è un film che rasenta la perfezione: storia carina, bella ambientazione, canzoni divertenti, personaggi significativi e sani valori da inculcare: infatti durante tutta la durata del film i bambini vengono educati al rispetto della natura e dei genitori, all’osservanza delle regole, alla possibilità di ribellarsi contro i soppressori e al ripudio dell’inganno come mezzo per raggiungere il potere. Per non far mancare il divertimento poi sono stati sapientemente inseriti i personaggi di Timon e Pumbaa con la loro demenzialità. Per gli adulti è un film gradevole, ma secondo me non troppo: mi ha infatti dato l’impressione che gli mancasse qualcosa per raggiungere anche il pubblico più anziano, che mal tollera i cartoni animati. 

Up - là haut

Up (2009). Up è una figata! Di sicuro tra questi tre è quello più riuscito, quello che mette d’accordo sia i grandi sia i piccini e quello che mi è piaciuto di più. Una storia avventurosa, ricca di colpi di scena, un po’ improbabile e con alcuni elementi assolutamente fantascientifici, ma sicuramente avvincente. Anche qui c’è il trionfo dei buoni sentimenti e dei sani valori, ma mentre lo stavo guardando non ho pensato a tutto questo, anzi, con l’entusiasmo di un ragazzino ero completamente coinvolto nella vicenda e per capire che tutto il film fosse solo un tentativo per inculcare giusti principi al pubblico ho dovuto ripensarci a freddo, una volta finito il film. Attraverso la storia del signor Fredricksen, che dopo una vita felice trascorsa insieme alla donna amata e con l’unico rimpianto di non essere riusciti a realizzare il viaggio dei loro sogni, il film vuole trasmettere il messaggio di non chiudersi mai alla vita e di essere sempre pronti a cogliere nuove sfide e nuove opportunità. Per sfuggire al ricovero forzato in una casa di riposo, il signor Fredricksen organizza una fuga in grande stile dalla città, facendo volare la sua modesta abitazione grazie al sostegno di migliaia di palloncini gonfi di elio. Ad accompagnarlo in questa sua improbabile avventura ci sarà Russell, boy scout che ha bisogno di aiutare una persona anziana per terminare la sua collezione di riconoscimenti e di medagliette. Il rapporto tra i due all’inizio non è dei più idilliaci, ma alla fine l’anziano signore troverà in Russell un valido alleato per il raggiungimento del suo scopo, e cioè trasportare la propria casetta nei pressi delle cascate Paradiso, come ideato insieme alla defunta moglie da bambini. E Fredricksen, da burbero anziano in cerca di riposo e tranquillità, si trasformerà in eroe per cercare di salvaguardare una specie di uccelli dalle grinfie di un esploratore senza scrupoli in cerca di gloria personale. Il film è davvero una bomba per alcune scene d’azione degne di Mission Impossible, per il divertimento che sa garantire, per il lieto fine della storia e per la bravura dei disegnatori della Pixar.

Up non può definirsi un classico cartone animato se non per la storia fiabesca e zuccherosa, per il resto è un vero e proprio film, diverso da “Titanic” o da “Vacanze di Natale a cortina” solo perchè realizzato con una tecnica diversa. Mi fa piacere che il suo valore sia stato riconosciuto attraverso 40 premi e altre 28 nomination, tra cui anche quella per “Miglior film” agli Oscar del 2010. Peccato che non abbia vinto… Un film da vedere, consigliato per un pubblico dai 2 anni ai 99+.

Che ne pensate di questi tre film? Che ne pensate delle mie recensioni?

Ciao a tutti!

 

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