Europe Music Awards 2012

Anche quest’anno Mtv ci ha regalato una nuova edizione degli EMA, premi che di europeo hanno ben poco se non la location. Ma visto che  noi europei importiamo tanta musica dall’altra parte dell’Atlantico, non c’è niente di male nel fatto che ogni anno gli EMA diventano una passerella per molti artisti americani, che dominano le classifiche di Usa, Europa e resto del mondo. Inoltre gli EMA rappresentano sempre un’occasione per far festa con tante esibizioni live, tanto spettacolo, fashion, red carpet, fotografi, ed anche premi con la molla, che aiutano a fare un bilancio di quanto successo in un anno di musica.

L’edizione di quest’anno si è svolta presso la Festhalle di Francoforte sul Meno, in Germania, ed è stata presentata dalla modella teutonica Heidi Klum con l’aiuto del rapper Ludacris. L’edizione di quest’anno è stata caratterizzata dal tema del circo: tutto il palazzetto era decorato come se fosse un vero e proprio tendone, mentre acrobati, pagliacci e saltimbanchi si alternavano sul palco. L’idea della festa a tema è stata molto azzeccata secondo me: non si è pensato solamente di costruire un palco e lasciare proseguire la serata per inerzia, ma si è pensato di fare un evento con un’identità abbastanza delineata. E siccome tutto è si è svolto nel migliore dei modi e i performer non hanno deluso, possiamo dire che MTV per quest’anno può considerarsi promossa.

Passiamo ora a raccontare la serata attraverso alcuni protagonisti che si sono alternati sul palco della Festhalle.

HEIDI KLUM: ha una dote naturale, la bellezza, ed è una modella, quindi le passano abiti a non finire. E’ stata una brava padrona di casa, simbolo del paese ospitante, si è librata in volo come un’acrobata un paio di volte, si è improvvisata ballerina di Gangnam Style, ed è stata divertente quanto i suoi famosi e folli costumi per Halloween. A fine serata ha canticchiato We Are Never Ever Getting Back Together, forse per dedicarla al suo ex marito Seal?

RITA ORA: debutto di fuoco per lei, visto che le è toccato il compito di aprire la serata alla sua prima volta in questo show. Se l’è cavata bene, è stata credibile e non ha cantato male, però per la prossima volta consiglio un vestito diverso ed un paio di tacchi. Un difetto: si poteva risparmiare la scenetta con l’ombrello, che ormai è un marchio registrato di Rihanna.

CARLY RAE JEPSEN: il premio come canzone dell’anno ci può anche stare, ma quel paio di pantaloni orrendi assolutamente no. Cantare una strofa mentre stai facendo crowdsurfing da un palco all’altro non credo sia una cosa tanto semplice, chapeau.

ALICIA KEYS: nella sua performance ha messo voce, classe, talento, eleganza, emozioni, cuore, passione, sofferenza, amore, tutto! Immensa come al solito, forse la migliore della serata.

KIM KARDASHIAN: Kanye le lascia tutti riflettori (non sapevo nemmeno che ci fosse anche lui), e lei inciampa nello strascico del vestito. Allora anche lei è imperfetta! Parla bene della cognata Rita Ora, non solo per motivi di famiglia, ma anche per tenersi buono Jay-Z, BFF di Kanye.

NO DOUBT: hanno dimostrato che non sono Gwen Stefani e la sua band, ma sono i No Doubt. Bravi.

Il cast di GEORDIE SHORE: molto sobri. E quella parrucca rossa (o erano capelli veri?) era deliziosa. Da apprezzare il loro accento Geordie.

MUSE e KILLERS: bravi a cantare e suonare, ma forse la performance di una singola canzone non è la loro dimensione, si trovano molto di più a loro agio in un concerto vero e proprio. Un po’ sottotono.

PSY: è l’idolo del momento. Performance attesissima, ma solo per il balletto, visto che la prima parte è stata tutta in playback. Divertente, ma forse si poteva fare qualcosa di meglio. Il premio per il miglior video è immeritato secondo me, preferivo Marry the night e Bad Girls.

PITBULL: vestito alla cafon-chic come al solito. Non mi piace, non ha una voce angelica, sfodera in ogni occasione le sue due mossette ed è sempre circondato da un numero spropositato di donzelle, ma ha tanto carisma e tanta personalità da riempire tutta la Festhalle. Aggressivo sul palco.

JONAS BROTHERS: sembrano diventati dei cinquantenni.

DAVID HASSELHOFF: il compagno di avventure di Pamela Anderson per il secondo anno consecutivo si presenta sul palco degli EMA a presentare un premio e si presta in altre gag insignificanti. Ormai fa il mantenuto di MTV. Basta! Spero di non rivederlo l’anno prossimo.

HAN GENG: a parte la canzone, che sembrava un Gigi D’Alessio più ritmato, ma qualche parola in più in inglese se la poteva preparare? Incomprensibile, non credo rimarrà tra gli highlights della serata.

JEDWARD: che carini i due gemelli irlandesi, stavano seduti fra le star e guardavano gli altri che si alzavano per salire sul palco a ritirare i premi. Diciamo che la loro presenza non è stata fondamentale per lo svolgimento della serata.

LUDACRIS, LOUISE ROE, TIM KASH e SWAY: tutti bravi.

TAYLOR SWIFT: già ve ne ho parlato, ma repetita iuvant. Si aggiudica tre premi più o meno meritati, consacra la sua posizione di superstar anche in Europa, fa la sua bella figura e chiude lo spettacolo, riproponendo WANEGBT. Pregio: è stata l’unica ad inserire il tema del circo nella sua performance. Difetto: chiudere VMA e EMA con la stessa canzone non è proprio il massimo. Avendo deciso di farla cantare per ultima WANEGBT è l’unica canzone che poteva garantire una chiusura col botto, però si poteva anticipare l’esibizione e farle cantare Red o I knew you were trouble. Ma visto che WANEGBT è una grande canzone, possiamo perdonare questo peccatuccio veniale.

Voi avete visto gli EMA? Vi sono piaciuto?

Ciao a tutti!

PS Sono stato troppo cattivello in questo articolo? Chiedo scusa a tutti coloro che si sentono offesi.

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