Storia di un grande ritorno: le Girls Aloud

Era il primo gennaio del 2010, e mentre facevo colazione accesi la tv e vidi per la prima volta il video di 3 Words di Cheryl (allora ancora) Cole e will.I.am. Di will.I.am sapevo parecchie cose, ma di Cheryl cosa sapevo? Che aveva riaccolto in casa l’allora marito Ashley Cole, che era stata nominata donna più sexy del mondo da FHM e, se non andavo errato, faceva la giudicessa a X Factor in Inghilterra. Stop. 3 Words si rivelò una bella canzone, e ottenne anche un buon successo, anche se non tanto grande quanto quello di Fight for This Love, secondo estratto dal primo album solista di Chezza: FFTL è  infatti uno tra i singoli più venduti in Italia nel 2010 ed una tra le canzoni di maggior successo di questo secolo in Inghilterra, con quasi un milione di copie vendute. Il 2010 fu anche l’anno della mia ultima vacanza studio in Inghilterra, e decisi di portarmi un po’ di soldi da spendere da HMV, dove moltissimi cd sono soggetti alla promozione 2cd x 10 sterline. Spesi 20 sterline (circa 25 euro) e comprai 4 cd (provate in Italia a comprare 4 cd con 25 euro), tra cui 3 Words di Cheryl perchè ero rimasto affascinato e incuriosito dai due singoli. Non mi aspettavo certo che fosse l’album più bello del mondo, ma intanto si è rivelato un piacevole album pop, con tante canzoni da canticchiare in spensieratezza. E questo è stato il momento preciso in cui sono diventato un Soldier.

Dopo la guarigione dalla malaria, il divorzio e la conferma ad X Factor per la terza volta (ricordo ancora i giornali inglesi che in PRIMA PAGINA riportavano foto di Cheryl, Ashley e Simon Cowell), “Britain’s sweetheart” pubblicò dopo un anno dall’uscita di 3 Words un nuovo album, Messy Little Raindrops, contenente il singolo Promise This (“Alouette uette uette”!), nel cui video dimostrò che il titolo affibbiatole da FHM era tutt’altro che immeritato. Ops, mi sono accorto mi sto dilungando troppo nel raccontarvi vita e opere di Cheryl Cole, e siccome non era mia intenzione, cercherò di farla breve (per maggiori informazioni comprate l’autobiografia che è appena uscita). Le ultime cose da sapere sono che è considerata un’icona di fascino e di eleganza, che è stata licenziata dall’ X Factor americano e che ha pubblicato un terzo album (A million lights), contenente Call my name, a mio parere canzone che causa dipendenza come nessun’ altra.

Visto che ero e sono un grande fan di Cheryl, decisi un po’ di tempo fa di ascoltare qualche vecchia canzone delle Girls Aloud, gruppo formatosi nel lontano 2002 nel programma tv Popstars, la cui edizione italiana diede vita alle Lollipop (ve le ricordate?). Cheryl, Sarah, Kimberley, Nadine e Nicola, vincitrici del reality/talent, sono le 5 componenti delle Girls Aloud, gruppo che ha riscosso tanto successo sia tra il pubblico che tra la critica, hanno avuto una ventina di singoli in top 10, ma la loro musica è rimasta sempre confinata alla loro madrepatria. Ma essendo un soldier, ero curioso di capire cosa avesse combinato Cheryl con le Girls, che erano state ringraziate nel booklet di 3 Words. Il primo impatto non è stato dei più piacevoli, sembravano tutte canzoni strane, noiose, difficili. Ma una volta capito quanto fosse straordinaria una canzone come “The promise” è stato tutto in discesa. Ogni singola canzone delle GA si fa apprezzare per il suo pop freschissimo, forse non contagioso quanto Call me Maybe, ma sicuramente molto meno banale. Ogni brano è curato e ricercato, ma tutti hanno grandi ritornelli e sono semplicemente una forza della natura, pop brillante che ti rimane in testa. Si va dalla nostalgia di Whole Lotta History, alla sfacciataggine di Something Kinda Ooooh, passando per il divertimento di The Show e Love Machine, fino alla classe e al gusto retrò di The Promise, una vera e propria chicca. Tutto merito degli Xenomania, team di produzione che ha lavorato con le GA sin dall’inizio della loro carriera. E tra gli altri successi delle GA voglio ricordare Biology, Call the shots, Can’t Speak French, per non parlare di The Loving Kind e Untouchable… (Mi rendo conto che non sono capace di esprimere a parole quanto ammiri le GA e la loro musica).

Comunque, bando alle ciance, tutto questo articolo serve per dire che le Girls Aloud sono tornate!!!!!! A dieci anni dalla loro nascita sono pronte per festeggiare, e non c’è modo migliore di farlo se non regalando nuova musica ai fan. Da qualche giorno sul sito ufficiale della band è apparso un (misterioso) countdown, che terminerà il 19 ottobre, giorno in cui ci sarà finalmente il grande annuncio. Che sono di nuovo in pista e che hanno del materiale pronto ormai si sa, si aspetta il 19 solo per conoscere maggiori dettagli. Intanto hanno pubblicato su Youtube il loro nuovo singolo “Something New”. Canzone orecchiabilissima, trascinante e coinvolgente, ma con un difetto: non sembra niente di tanto originale e innovativo rispetto ai loro lavori precedenti, e ciò è davvero un peccato, visto che l’originalità è sempre stato un punto di forza delle GA. Sembra un mix tra Something Kinda Ooooh e una canzone del periodo di Tangled Up. E’ comunque un inno al divertimento ed un inno femminista, tanto che a volte ricorda il testo di Run The World di Beyoncé.

La febbre per il ritorno delle Girls Aloud è altissima, Cheryl avrà un solo giorno per riposarsi dal suo tour che già dovrà pensare al nuovo progetto insieme alle sue compagne di avventure. Spero solo che le GA diventino famose anche in Italia perché se lo meritano davvero, e spero che rubino alle Smammas il titolo di gruppo femminile più amato del momento.

Ciao a tutti!

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5 thoughts on “Storia di un grande ritorno: le Girls Aloud

  1. E’ incredibile! Anche io quando sono stato a Londra per un viaggio studio sono diventato HMV-dipendente! Hanno tutti i CD del mondo spesso a prezzi ragionevoli! 🙂

  2. Pingback: Inventario « The Show Must Go

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